Due piani di azione. Per questo campionato e per il prossimo. I club soffrono tantissimo la mancanza di pubblico: un danno economico enorme (solo per la serie A centinaia di milioni). Per questo si sta studiando se si può fare qualcosa per il girone di ritorno, e poi più avanti, per la prossima stagione che partirà verso fine agosto. Per il presente, almeno immediato, è molto complicato. Il ministro Vincenzo Spadadora è stato chiaro l'altro giorno. "Tifosi allo stadio? Escludo che a gennaio ci possa essere questa possibilità". E ha spiegato il motivo: "Ognuno spera di poter riprendere i propri hobby e le proprie attività professionali, il tema che all'interno di uno stadio da 60mila posti non sia un problema averne 20mila è relativo: avere tutta questa gente che va nella stessa direzione e nello stesso orario significa dover fare una serie di controlli, intensificare il sistema dei trasporti: significa gestire una macchina che in questo momento non è prioritaria rispetto ad altre cose prioritarie per la ripartenza del Paese come ad esempio scuola e sistema industriale. Il mio desiderio è ovviamente rivedere i tifosi allo stadio il prima possibile ma non credo che questo avverrà a gennaio", ha concluso Spadafora.

 

Non è certo un ministro contro lo sport: usa parole di buon senso, ha fatto anche ottime cose venendo incontro alle società, agli atleti con importanti aiuti economici, non è riuscito solo a varare (per ora, e non solo per colpa sua) la famosa riforma che chiuderebbe il contenzioso Coni-Cio. Spadafora è in linea col ministro Speranza, la priorità è la scuola: nei giorni scorsi Gabriele Gravina, n.1 del calcio, si augurava di rivedere un po' di spettatori a gennaio, magari quei mille di inizio stagione, tanto per venire incontro agli sponsor. Ma questo non vuol dire assolutamente che Gravina è in contrasto con Spadafora, anzi sono in ottimi rapporti e hanno lavorato in totale sintonia per fare ripartire tutti i campionati professionistici di calcio (cosa che in altre Nazioni, anche importanti, non è sucesso). "Io continuerò a dare il massimo, a servire il mio Paese, a mettercela tutta, senza sosta, anche nell'anno che verrà", la promessa del ministro.
La Lega di serie A intanto sta studiando un piano particolareggiato per avere i tifosi da febbraio, se possibile: il nodo è soprattutto quello dei trasporti. Agli stadi come a scuola. Muovere migliaia di persone tutte insieme è davvero complicato.


Si sta pensando comunque già alla prossima stagione. Il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l'emergenza coronavirus e professore di Igiene all'Università Cattolica, in un'intervista a 'La Stampa' ha spiegato che è favorevole ad una sorta di 'patentino' per i cittadini che si vaccinano. "Parlerei di un tracciamento degli immunizzati, da valutare nel caso ci trovassimo di fronte a un 30 o 40% della popolazione che rifiuta il vaccino. È un'ipotesi da studiare bene dal punto di vista giuridico, ma nei Paesi orientali ha funzionato: basta ricevere sul telefonino il codice dell'avvenuta vaccinazione e mettere un apposito lettore all'ingresso di cinema, teatri, stadi di calcio e luoghi simili. Entra solo chi ha il codice che certifica la protezione".

E' possibile fare in modo che negli stadi, e nei palasport, entrino solo i vaccinati? Secondo alcuni legali sì, perché la responsabilità è dei club che, per legge, devono tutelare la salute di chi va a vedere una partita di calcio, di basket o di volley. Va trovato il sistema, appunto, per controllare (una app? una autocertificazione?). Francesco Ghirelli, presidente della Lega di serie C, vuole estendere l'obbligo della vaccinazione anche ai calciatori. E anche questo è possibile. Se uno non si vaccina, non può giocare a calcio, non può fare parte di una comunità perché la metterebbe a serio rischio.


Lega di A, lunedì il bando per i diritti tv domestici. Obiettivo, oltre un miliardo

 
 

Lunedì 4 gennaio la Lega di serie A dovrebbe pubblicare sul suo sito il bando d'asta per i diritti tv domestici (2021-'24), bando che scadrebbe a fine mese. E' tutto pronto: stabiliti i pacchetti, fissate le cifre. La speranza è di superare quota un miliardo (ora i diritti domestici valgono intorno ai 900 milioni grazie a Sky e Dazn). La Lega aspetta inoltre la sentenza del tribunale civile di appello di Milano che dovrebbe arrivare in questi giorni: la speranza di Dal Pino e De Siervo, oltre che dei club con l'acqua alla gola, è che ci sia un decreto ingiuntivo che obblighi Sky a pagare i 130 milioni che non aveva versato come ultima rata della passata stagione. Fra Sky e la Lega è in atto un lungo braccio di ferro: la pay tv, a maggioranza Usa, aveva chiesto uno sconto di circa 100-150 milioni a stagione per il prossimo contratto. La risposta dei club era stata negativa. Molto probabile quindi che al termine del bando si debba andare a trattativa privata, in ballo c'è sempre il famoso Canale della Lega ma bisognerà tenere conto anche di Sky e della sua capacità imprenditoriale. La speranza è che possa entrare nella "partita" anche Amazon. Il 16 gennaio intanto scade il bando dei diritti esteri: qui non sono state fissate cifre. Ai primi di gennaio inoltre altro summit della commissione che si occupa del progetto Fondi: tutto sta filando liscio per ora, Dal Pino si augura che ci sia l'approvazione definitiva entro metà mese in modo da poter fissare l'assemblea elettiva che va tenuta prima di quella della Figc (22 febbraio).

 

Fonte: https://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2021/01/01/news/allo_stadio_solo_con_il_vaccino_i_piani_per_il_futuro-280680094/