Il BG l'ha vista così: Novara - Monza

Inviato da Tifosodabg il Lun, 13/01/2020 - 15:36

Diciamolo pure senza vergogna, le trasferte con un pubblico monzese così numeroso non sono state molte nella storia ultracentenaria del nostro club. C'è da dire che quest'anno, anche grazie alla vicinanza, di esodi importanti ce ne sono già stati. Partendo da Firenze per il secondo turno di coppa Italia ad agosto si era visto il popolo biancorosso muoversi in massa. Non si può nemmeno dimenticare l'invasione di Como. In generale le presenze degli ospiti rispetto agli anni passati è certamente aumentata. Ma la trasferta di ieri a Novara ha un sapore di diverso. Non c'era, in fondo, la motivazione del derby come con il Como. Non aveva il fascino dello scontro con una compagine di serie A. Non la si poteva nemmeno considerare come una vendetta di altre partite passate dove ci furono scontri tra tifoserie perchè la maggior parte dei presenti manco erano nati a quei tempi e pochi ne hanno preso parte. Non aveva nemmeno il titolo di partita decisiva per il campionato visto che siamo solo alla seconda del girone di ritorno (anche se la prima non si è giocata). Sarà stato il biglietto a due euro che ha smosso il brianzolo che notoriamente ha il braccino corto? No, non voglio crederlo e non lo penso nemmeno. Troppo entusiasmo. Troppa voglia di far casino. Troppa voglia di sostenere i bagaj in quella cavalcata che pareva dall'esito facile ad agosto ma ora, più passano le gare, sembra essere scontata. E' certamente vero che non ci viene regalato niente da nessuno, tutt'altro, ma lo strapotere di questa squadra sembra poter anche incappare in una giornata storta ma difficilmente potrà non centrare l'obiettivo ed il pubblico lo sa. Come uno squalo che gira intorno alla zattera, sente l'odore del sangue ed inizia le scaramucce per l'assalto finale. No, non me ne vergogno, sto scrivendo tutto questo con una mano sola, l'altra è impegnata a grattare il grattabile.

Come detto, nessuno regala niente ed il Novara si è dimostrata compagine ben disposta in campo, fisicamente non eccelsa ma atleticamente ben preparata. A livello tecnico il divario è stata evidentissimo ed anche per questo loro hanno costruito tanto ma finalizzato poco. Un po' per la bontà della nostra difesa ma anche proprio per alcune difficoltà tecniche loro. Noi? Nel primo tempo non abbiamo giocato male nel senso che abbiamo schiacciato il Novara nella propria trequarti ma facevamo fatica a trovare gli spazi giusti. Questo per due motivi principali. Innanzitutto abbiamo giocato molto lenti. Spesso si giocava a due tocchi se non di più. Mai, o quasi, abbiamo giocato di prima intenzione facendo risultare la manovra lenta e scontata. Aggiungo il secondo motivo. Abbiamo sfruttato male l'ampiezza del campo. Anche quando il gioco si sviluppava su una fascia, la fascia opposta era per lo più sgombra quindi non c'era la possibilità di cambiare lato d'attacco in maniera veloce. Un po' timidi gli esterni? Forse Marconi, che comunque ha accompagnato spesso l'azione, ma non di certo "Checco" Lepore, un vero e proprio motorino. Anche le mezzali non hanno aiutato molto sotto questo punto di vista. Abbiamo comunque manovrato e pressato gli avversari ma senza creare grandissimi pericoli se non un qualche tiro da fuori comunque non nello specchio. Loro sono stati più pericolosi ma anche perchè non dovevano far la partita. Si sono limitati a sfruttare le ripartenze dove noi soffriamo per forza. Quando attacchi con tanti uomini devi affidarti all'uno contro uno in difesa e se è vero che qualche sbavatura c'è stata da parte soprattutto dei centrali di difesa, è anche vero che spesso si sono ritrovati in situazioni se non di emergenza almeno di pericolo. Anzi, devo dire che proprio la forza dei nostri centrali, con l'aggiunta spesso del mediano, sta regalando alla squadra il lusso di starsene nella metacampo avversaria con tanti uomini. Comunque sia, se dobbiamo parlare di uomini, continua a non convincere Iocolano nella posizione di mezzala che porta tanto alla manovra ma non riesce ad essere incisivo. Spesso presente nel vivo dell'azione non riesce però ad esprimere quelli che sono i suoi colpi migliori e cioè il gioco in velocità e l'ultimo passaggio ai compagni. Quando si trova defilato e deve mettere in mezzo crossando non sempre è preciso. Allo stesso modo Chiricò da trequartista continua ad essere un anello debole. Rallenta l'azione e rende prevedibili i movimenti di squadra mandando qualche volta in confusione anche i propri compagni. Io mi vedo in uno dei suoi compagni che non sa se deve andare nello spazio per farsi dare palla oppure allargarsi per portargli via un uomo o, ancora, aspettare per uno scambio uno-due o cos'altro. Non sai mai cosa può fare. Fa giocate tecnicamente ineccepibili, senz'ombra di dubbio, ma porta troppo palla per essere un trequartista e quasi mai ha il colpo di prima per smarcare le punte. Insomma, per quello che è il mio pensiero, i due giocatori sono fuori ruolo e, esagero, continuo a pensare che stiano giocando a ruoli invertiti. Gliozzi è il terzo giocatore che è rimasto sotto la sufficienza. Non si è ancora vista la piena intesa con i compagni ed è mancata un po' di concretezza soprattutto nel battagliare con gli avversari. Più fisico a protezione della palla e meno voli in terra dopo i contrasti. Tecnicamente però si vede che ha buone doti ed anche ieri l'ha dimostrato.

Comunque sia, nel secondo tempo ci sono stati degli accorgimenti tattici già prima dei cambi effettuati intorno al minuto sessanta. Gli esterni sono rimasti più larghi e questo ha permesso di avere più spazio centralmente. Anche le mezzali non hanno portato palle solo in mezzo ma hanno svariato di più. L'ingresso poi di Mosti, Rigoni e Morosini ha dato solo più velocità di manovra. Se proviamo a pensare all'occasione sprecata da Chiricò davanti al portiere, è partita da una bellissima apertura di Fossati che ha portato ad un cambio di fascia veloce per Lepore. Tecnica sopraffina la sua che gli permette di addomesticare il pallone con un controllo di petto e di fintare un cross per invece sterzare e mandare a vuoto l'avversario in corsa. Alla fine, spostatosi sul sinistro (che non è il suo piede migliore) pennella in area un pallone che era solo da mettere in porta. Certo, non abbiamo segnato, ma le avvisaglie che il secondo tempo sarebbe stato diverso c'erano già. Poi il Novara continua a cercare di sfruttare le ripartenze e quasi ci fa male, molto male, ma scampato il pericolo andiamo poi a colpire noi. E perchè è accaduto questo? Velocità. Uscivamo da una delle loro azioni più pericolose e siamo ripartiti. Senza portare palla, tra passaggi e siamo arrivati sulla loro trequarti dove Armellino appoggia a sinistra per Morosini che da oltre venticinque metri non ci pensa due volte e scaglia un tiro verso Marchegiani. Anche in questo caso da notare il perfetto tempismo nel buttarsi dentro allo spazio di Finotto che, in linea con la difesa, crede nel compagno che può tirare o cercare un'imbucata. Decide per la prima soluzione e lui si fa trovare pronto sulla sfortunata ribattuta del portiere. Oltre al perfetto tempismo di Finotto un'altra cosa mi ha colpito. Il tiro di Morosini. Il pallone non ha fatto mezzo giro in trenta metri. Una botta flottante, come si direbbe a pallavolo. Da lì in poi sono saltati tutti gli schemi difensivi novaresi. Ancora una volta, loro avanti e noi, dopo il pericolo, ripartiamo velocemente ed arriviamo a guadagnare il calcio di punizione dal quale scaturisce il gol annullato a Rigoni. Giustamente annullato. Non tanto per la posizione di fuorigioco di Gliozzi che si sarebbe anche potuto considerare come non partecipe all'azione ma più per quello di Morosini che al momento della battuta era leggermente avanti ed è saltato praticamente davanti a Rigoni impegnando il difensore. E il rigore? Netto il fallo di mano ma da dove nasce? Certo, da un recupero del migliore in campo, a mio avviso, Lepore che da palla ad Armellino e gioca di prima su Gliozzi che lascia scorrere e tira di prima intenzione. Ecco, questo è un altro esempio di quello che intendo io per velocità. Se non giochi sempre a due o più tocchi diventi meno prevedibile e gli interventi avversari sono meno precisi e più scomposti.

Come concludere? Ieri, a fine gara, prima di uscire dallo stadio, parlando con i ragazzi che ho potuto meglio conoscere in questi anni anche nei momenti di vacche magre, una era la frase più ricorrente:"Ce le siamo sudate ma ce le meritiamo anche noi queste soddisfazioni". E' vero, noi ce le meritiamo ma vedere Galliani sotto la curva che sembrava commuoversi dall'affetto che la curva gli ha dimostrato mentre si avvicinava, fa venire la pelle d'oca perchè ... Perchè davvero pensi che questa può essere la volta buona. Come ho iniziato ho terminato, scritto tutto con una mano.